SU POLA
La storia di questa città inizia con la leggenda degli Argonauti, nella quale viene descritta la caccia alla nave Argo e al vello d' oro. Dopo la morte del principe, figlio del re Colchide, i sudditi rinunciarono all' inseguimento della nave e per paura di venire puniti per la cattiva sorte del principe e la perdita del velo d’oro, decisero di insediarsi nel luogo della sua morte.
Stradone, il geografo più famoso dell' evo antico, fa risalire la nascita di Pola a questo evento.
Secondo questa leggenda, Pola ha 3000 anni.
Nel periodo Illirico la città grazie alla sua posizione strategica assume un ruolo di primo piano. Da semplice località vicina a Nesazio, centro politico, amministrativo, militare e religioso dominante, assume gradualmente un ruolo di primo piano sviluppano molti comparti economici come la lavorazione della pietra, l’agricoltura e la viticoltura, l' olivicoltura,la pesca, la produzione di vasellame per il trasporto dell' olio, del vino, del grano e del pesce.
Nell’epoca dell’antica Roma, a Pola vennero costruiti i più importanti monumenti dell' antichità in Croazia tra cui spicca più di altri l' Amfitetaro, costruito sotto l' imperatore Vespasiano, nel I sec. dopo Cristo. E' di forma ellittica,di dimensioni 130 X 105 m circa e alto 32 m. Per grandezza e' al sesto posto tra gli anfiteatri al mondo.
Durante l’epoca Romana la città venne cinta da mura con una decina di porte, di cui conservate oggi l' Arco dei Sergi, La Porta di Ercole e Porta Genima.
L’Arco dei Sergi si trova alla fine della via Sergia che dalla Piazza del Foro procede verso est. L’Arco dei Sergi era appoggiato alla porta della città (Porta Aurea), per cui soltanto la parte visibile, quella ovest, fu decorata con ornamenti scolpiti nella pietra. Esso venne eretto dalla matrona Salvia, postuma Sergi, in onore ai suoi tre congiunti, che alla fine del I secolo dopo Cristo ricoprivano alte cariche amministrative a Pola. Secondo l' iscrizione sull' arco, venne costruito tra il 29 e il 27 prima di Cristo.
Fuori dalle mura cittadine sorgevano le necropoli, I resti dei quali sono visibili al Museo archeologico.
La Piazza del Foro che ancora oggi conserva il ruolo di cuore della città. Vi sono ben conservati il Tempio di Augusto, costruito tra l' anno 2 prima di Cristo e il 14 dopo Cristo. Sul pendio orientale del colle del Castello, all' interno delle mura cittadine, sono conservati i resti delle fondamenta di un piccolo teatro romano e parti della sua tribuna. Vicino al teatro si trova l' edificio del Museo archeologico dell' Istria nel quale, oltre alle testimonianze della preistoria e del primo medio evo troviamo numerosi monumenti dell' antichità, rinvenuti nel territorio di Pola e dell' Istria.
Sotto l' Impero Romano d' Oriente Pola si allargò, ottenendo una funzione militare negli scontri tra l' esercito bizantino e i Goti.
Nella seconda metà del VI secolo iniziò l’avanzata delle popolazioni Slave verso questi territori. Seguirono sanguinose battaglie che misero in ginocchio la ricca economia della penisola. I nuovi padroni dell' Istria, i Franchi introdussero il sistema feudale e diedero via libera agli insediamento slavi, croati il che fece sorgere una forte resistenza delle città istriane. Con lo sviluppo del feudalesimo e la nascita delle città-stato, in Istria fa la sua comparsa Venezia. Così nel 1150 Pola giurò fedeltà a Venezia accettando gli obblighi di sudditanza.
Durante il XIV, XV e XVI secolo Pola venne attaccata e conquistata dai genovesi, dall' esercito dell’impero austro-ungarico, con conseguente estinzione di numerosi piccoli insediamenti e villaggi medievali. Le grandi epidemie di peste, malaria, tifo e vaiolo accentuarono il degrado delle monumentali costruzioni e dell' economia il che offuscò pesantemente l' immagine della città. Pola rifiorii grazie all' insediamento organizzato di popolazioni croate e dei Slavi del sud.
Dopo il rivoluzionario 1848, l' Impero austro-ungarico aveva compreso l' importanza del porto di Pola e in quel periodo iniziò la costruzione di un grande porto di guerra e del cantiere navale. Nel contempo prese il via il popolamento della città e nell' arco di 50 anni, il numero di abitanti salì da 1.126 a 40.000.
Grazie alla costruzione della ferrovia, Pola venne collegata alle città portuali di Trieste e di Fiume e da li anche con la Dalmazia. Sotto il patronato di Vienna, la lingua ufficiale divenne il tedesco. Nonostante ciò, continuò a vivere tra la popolazione la lingua italiana e la situazione rimase così fino alla II guerra mondiale. All’arrivo del potere fascista la cittadinanza dal forte spirito antifascista organizzò la sua battaglia per la libertà subendo distruzioni e rappresaglie ai danni della parte storicamente sconfitta. Con la fine della guerra e la liberazione dall' occupazione tedesca la città rimase sotto l' amministrazione angloamericana fino al 1947.
Con i Trattati di Osimo la penisola e con essa la città di Pola vennero cedute alla Jugoslavia. Alla unificazione segui un grosso esodo delle popolazioni Italiane e l’arrivo di popolazioni dell’entroterra della ex Jugoslavia. La comunità Italiana ha saputo tuttavia conservarsi nonostante le difficoltà e i visitatori che vengono a Pola possono andare a passare una serata al Circolo degli Italiani di Pola. Con la fine della Jugoslavia e la nascita della Croazia indipendente Pola ha visto un nuovo intercambio di popolazioni e culture e un nuovo periodo di fioritura grazie anche alla ricchezza apportata dal turismo che offre molte possibilità alla sua popolazione ma anche ai turisti stessi.
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